Chi tutela il lavoro occasionale nel 2018

Traslocatori, colf, baby sitter, badanti, steward agli eventi: sono quasi 600 mila, secondo i dati dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, gli italiani che nel 2017 hanno svolto un’attività lavorativa “occasionale”, per meno di 10 ore alla settimana. Sono quei lavoratori che fino a marzo dello scorso anno venivano pagati attraverso i cosiddetti “voucher”, i buoni lavoro nati con lo scopo di contrastare il lavoro nero e di tutelare le categorie più deboli del mercato del lavoro, ma il cui abuso, nel tempo, ha avuto l’effetto contrario.

 

L’uso irregolare dei voucher, per esempio per inquadrare come occasionali lavori che non lo erano affatto (come nel caso dei contratti stagionali nel settore turistico), ha spinto i sindacati a contestare questo strumento e a richiederne la modifica o addirittura l’abolizione. È stato proprio per scongiurare il referendum promosso dalla Cgil per abolirli, che il Governo Gentiloni ha emanato un decreto legge (n.25 del 2017) che ha cancellato definitivamente questa disciplina di lavoro accessorio.

A sostituire i voucher, nel luglio del 2017, sono arrivati il Libretto di famiglia (Lf) – quando il datore di lavoro è una persona fisica – e il Contratto di prestazione occasionale (Cpo), utilizzabile dalle imprese. Due strumenti nati proprio dall’esigenza di limitare gli abusi verificatasi in passato.

Ecco le regole che li disciplinano.

Il Libretto di famiglia può essere usato da chi non esercita attività professionale o d’impresa e dunque per i lavori domestici, inclusi quelli di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione; per l’assistenza domiciliare ai bambini o a persone anziane o con disabilità; per l’insegnamento privato. Il Contratto di prestazione occasionale riguarda invece i professionisti, i lavoratori autonomi, gli imprenditori, le associazioni, le fondazioni, oltre che le imprese nel settore agricolo e le pubbliche amministrazioni.

Non possono, invece, ricorrere a queste due tipologie di contratti i datori di lavoro che, entro i 6 mesi precedenti la prestazione, abbiano avuto un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa con il lavoratore e i datori di lavoro con più di cinque assunti con contratto a tempo indeterminato. Sono escluse anche le imprese che operano nei settori dell’edilizia e affini.

Fonte: HR LINK > https://www.hr-link.it/chi-tutela-il-lavoro-occasionale/

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